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Che le bici possano, se non debbano, trovare posto sui trasporti pubblici come i treni non è certo una novità ma che venga allestito un servizio ferroviario esclusivamente per ciclisti, questo sì. Com’è ovvio l’iniziativa ha luogo in un Paese da sempre avanguardista come il Giappone, che forse noi non leghiamo particolarmente allo stereotipo ciclistico ma che invece sembra voler investire anche sui pedali, oltre che sui futuribili mezzi di trasporto elettrici e a idrogeno cui ci ha abituati.

Ecco così che è stato presentato il primo treno che punta tutto sull’intermodalità rotaia-bicicletta: entrato in servizio conte livree della East Japan Railway Co., servirà la regione tra Tokyo e Ryogoku, area gettonata da ciclisti amatori e pendolari dediti alle due ruote.

Il convoglio, che attualmente è in prova e che prenderà definitivamente servizio a partire dal prossimo 6 Gennaio, sarà composto da 6 carrozze, tutte identicamente attrezzate per ricevere tante bici quanti sono i passeggeri: gli stalli sono stati concepiti in verticale, alle spalle dei sedili, in modo da non dover smontare alcuna parte della bicicletta.

Il costo del biglietto parte dai 6.500 Yen (circa €49) e si baserà su una prenotazione obbligatoria da effettuarsi con cinque giorni di anticipo: non esattamente un sistema agile ma, si sa, i Nipponici sono fissati con una certa organizzazione.

fototokio

 

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Il Bike Sharing, si sa, è in piena esplosione in tutta Europa e non solo, interpretando una giusta formula di mobilità sostenibile in grado di contribuire efficacemente sia a limitare il congestionato traffico dei centri urbani sia a migliorare la qualità di vita delle persone, riducendo le emissioni dannose.

L’anno che va a chiudersi è stato caratterizzato dall’esplosione del fenomeno del “free floating”, formula di bike sharing che libera l’utilizzatore dall’obbligo di prendere e restituire la bici in noleggio presso una stazione ben stabilita ma, grazie alla presenza sulle bici in questione di appositi sistemi di localizzazione, consente l’individuazione del più vicino mezzo disponibile, e il libero parcheggio dove si desideri dopo il suo utilizzo. Il tutto ovviamente reso possibile dall’immancabile app dedicata.

Principali interpreti di tale formula sono stati i produttori cinesi, Mobike e Ofo tra tutti, forti delle esperienze maturate in patria, che hanno letteralmente invaso le principali città europee, italiane comprese, suscitando non poche polemiche per l’utilizzo a dir poco “invasivo” dei mezzi diventati, in molti casi, veri e propri ostacoli alla circolazione di uomini e cose.

Mentre non si sono ancora spente le reazioni che in alcune città hanno addirittura portato al divieto per tale formula, ecco arrivare sulla scena un nuovo player, LimeBike, questa volta però di provenienza occidentale e più precisamente americana.

limebike